HomeSienaCronacaA 25 anni da Bolzaneto. La testimonianza: "Io, finito all’inferno non ero più un uomo"Nicola Nencioli, 45 anni di Siena, racconta il G8 e la casema degli orrori "Come si è potuto fare questo a dei ragazzini? Non ho più fiducia" .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciNicola Nencioli non è più lo stesso, dopo quel luglio di 25 anni fa. Oggi ha 45 anni, una famiglia e lavora come serramentista. Ma i fantasmi di Bolzaneto e del G8 di Genova tornano ancora. "Ero un ragazzino di vent’anni, credevo nel futuro. Subire quelle violenze da chi avrebbe dovuto proteggermi mi ha cambiato. Adesso non ho più fiducia nello Stato e nella vita".

Nencioli partì da Siena per Genova nel pomeriggio del 19 luglio 2001. Nel capoluogo ligure era previsto il vertice dei G8 e, insieme, i cortei di protesta dei movimenti no-global. "Non ero simpatizzante per nessun partito, ma avevo le mie idee: non volevo una globalizzazione industrializzata". Con alcuni amici dormì allo Stadio Carlini, dove si concentrarono migliaia di manifestanti, in particolare le Tute Bianche.

"Il giorno dopo partecipammo alla manifestazione diretta verso il centro di Genova, con l’obiettivo di avvicinarsi alla zona rossa. Quando arrivammo in corso Tolemaide, i poliziotti ci caricarono. Da lì partirono gli scontri: io li ricordo come una vera e propria guerra". Per proteggersi Nencioli si rifugiò in un bar vicino piazza Alimonda. "Il proprietario chiuse la saracinesca, ma le forze dell’ordine iniziarono a prenderla a calci. Alla fine dovette aprire. I poliziotti entrarono, mi spruzzarono in faccia il peperoncino e arrestarono me e altri manifestanti".