"Lo dico subito, è fondamentale andare a votare il 22 e il 23 e votare sì. Perché quello che è successo a me può succedere a chiunque". Una storia pazzesca. Giovanni Jacobazzi ha raccontato il suo calvario giudiziario - durato ben 17 anni - per un errore giudiziario. Una vita e una carriera distrutte, costretto a ripartire da zero. Chi ha sbagliato, invece, ha fatto carriera.

"La mia storia - ha esordito Jacobazzi - è proprio la cartina di tornasole, di com'è il sistema giudiziario italiano. Io nel 2008 ero dirigente del Comune di Parma, ero uno dei quattro direttori apicali di settore, e vengo nominato l'anno successivo presidente di una commissione di concorso per assumere un funzionario nell'ente. 22 candidati, la procedura si svolge normalmente, io poi lo vengo a sapere dopo tra i bocciati c'è il marito di un pubblico ministero della procura di Parma, che io boccio, ma lo boccio perché era da bocciare, non è che lo boccio perché era il marito di un pubblico ministero. Fatto è che dopo un mese, a seguito di un esposto anonimo, questo lo saprò dopo, che arriva in procura, io vengo iscritto nel registro degli indagati per delle corruzioni. Io ero dirigente di settore, avevo un bilancio di 18 milioni di euro, e finisco in questo bailame, per un micro-appalto, hai ricordato bene, di 10 mila euro, e io avrei preso una mazzetta di 5 mila euro".