Respiriamo circa venticinquemila volte al giorno. È l’attività che accompagna ogni istante della nostra esistenza e, proprio per questo, quella a cui prestiamo meno attenzione. È attorno a questo paradosso che il giornalista scientifico californiano James Nestor costruisce L’arte di respirare. La nuova scienza per rieducare un gesto naturale, pubblicato in Italia da Aboca in una nuova versione con contenuti inediti. La malattiaL’intuizione arriva da un’esperienza personale. Da anni Nestor soffre di bronchiti e polmoniti ricorrenti quando un medico, invece di prescrivergli un farmaco, gli suggerisce un corso di respirazione. È una di quelle raccomandazioni che sembrano sfiorare il folklore, ma che possono trasformarsi in una pista investigativa. Il libro nasce così, seguendo un metodo che ricorda il miglior giornalismo narrativo americano: non partire dalle conclusioni, ma dagli indizi. Nestor entra nei laboratori di Stanford, incontra pneumologi, fisiologi, antropologi, apneisti capaci di trattenere il respiro per minuti, studiosi convinti che la forma del volto umano racconti molto del modo in cui respiriamo. A un certo punto si ritrova persino nelle catacombe di Parigi, davanti ai crani di uomini vissuti secoli fa, per osservare la larghezza delle arcate dentarie e delle cavità nasali; raccoglie dati dispersi e li ricompone in una narrazione di sorprendente coerenza. Il momento decisivo del viaggio di Nestor resta però quello in cui il l’investigatore diventa cavia da laboratorio. Per dieci giorni, nell’ambito di uno studio condotto a Stanford, il naso gli viene completamente ostruito. È costretto a respirare soltanto con la bocca. Nel giro di pochi giorni il sonno peggiora, compaiono episodi di apnea, la pressione arteriosa sale, i livelli di stress diventano quasi insopportabili. L’importanza del nasoIl naso, che consideriamo poco più di un condotto per l’aria, viene restituito alla sua complessità fisiologica. Filtra, umidifica l’aria, alterna naturalmente il lavoro delle due narici attraverso un sofisticato sistema di tessuti erettili che regola l’equilibrio del sistema nervoso. Respirare dalla narice destra accelera alcuni parametri fisiologici; dalla sinistra tende invece a favorire il rilassamento. Quando respiriamo con la bocca, sostiene Nestor, interrompiamo questo meccanismo di autoregolazione. È il genere di dettaglio che rende la lettura sorprendente. Come il fatto, quasi incredibile, che il naso condivida la stessa tipologia di tessuto dei genitali, o che esista una forma di starnuto riflesso legata all’eccitazione sessuale, battezzata con l’improbabile nome di honeymoon rhinitis. Nestor possiede il talento del grande divulgatore: sa riconoscere il particolare capace di sorprendere e trasformarlo in una porta d’ingresso verso nuove narrazioni. Tra racconto e divulgazioneIl successo planetario del libro, oltre tre milioni di copie vendute, si spiega proprio con la capacità di James Nestor di tenere insieme registri diversi: la divulgazione non rinuncia mai al racconto e rigorose nozioni di fisiologia dialogano con la storia della medicina e con antiche pratiche respiratorie orientali. Ma sarebbe un errore fermarsi qui. Il pregio di L’arte di respirare non consiste nell’offrire una nuova ortodossia del benessere, quanto nel restituire consapevolezza a un automatismo. Dopo averlo letto continuiamo a respirare come prima, naturalmente. Però comprendiamo che ogni inspirazione può essere un atto consapevole e trasformativo. Del resto, i buoni libri di divulgazione scientifica non ci consegnano soltanto nuove informazioni, ma cambiano il modo in cui guardiamo ciò che avevamo già sotto gli occhi. O, in questo caso, sotto il naso.