C’è un modo di dire che tutti usiamo, quando stiamo male o siamo agitati: “Respira”. Siamo creature aerobiche, che vivono grazie all’aria: respiriamo ossigeno e bruciamo calorie camminando, mangiando, quando ci emozioniamo.

Lo studio di Nazareth Perales Castellanos, “La danza delle farfalle. Neuroscienza del respiro” (Ponte alle Grazie, traduzione italiana Elisa Ponassi, €20) - fisica teorica specializzata in neuroscienze – fa emergere una verità evidente quanto sottovalutata: le nostre attività passano dall’aria e “imparare a respirare” non è solo una pratica per gli appassionati di filosofie orientali. E’ una disciplina che presiede molte funzioni, psicologiche e fisiche insieme. Come un tutt’uno è l’essere umano, anche se la contemporaneità ci insegna la divisione dei compiti e la iper-specializzazione.

Per Castellanos, “costruire, abitare e pensare” attraverso l’aria che ci permette di vivere sono le tre fasi che dovremmo realizzare nella vita di tutti i giorni: “In questo libro discuto di come il cervello venga costruito e ricostruito, nonostante le ‘guerre psicologiche’ che spesso ci infliggiamo. ‘Abitare’, invece, ci insegna come affrontare le esperienze e propongo il respiro come alleato. E poi ‘pensare’, perché questo aspetto costituisce il fondamento della volontà”. Le guerre psicologiche sono non solo i traumi, ma soprattutto l’auto-boicottaggio, e, così, viene proposto un metodo per superare i limiti della psiche che si manifestano nei processi decisionali e, quindi, nella “casa” delle nostre idee.