Nel mondo della vela d’altura le prestazioni sono spesso associate a investimenti milionari e a imbarcazioni costruite da zero con le tecnologie più avanzate. Il Maxi 100 Arca SGR dimostra invece che esiste un’altra strada. Oggi è considerato uno degli yacht più competitivi del Mediterraneo, ma la sua storia nasce da uno scafo abbandonato, recuperato e trasformato in una delle barche da regata più vincenti degli ultimi anni.

Il progetto, guidato dallo skipper triestino Furio Benussi e dal Fast and Furio Sailing Team, rappresenta uno degli esempi più concreti di come economia circolare, innovazione tecnologica e alte prestazioni possano convivere nel settore nautico. Una filosofia che nel 2026 ha trovato conferma anche in mare, con la vittoria nella prestigiosa Loro Piana Giraglia, una delle regate offshore più importanti del Mediterraneo.

Da uno scafo dimenticato a protagonista delle grandi regate

La storia del Maxi 100 Arca SGR inizia alla fine del 2018, quando Furio Benussi individua in un cantiere di Minorca uno scafo ormai inutilizzato che molti ritenevano destinato alla demolizione.

Quello che per altri era un relitto, per il velista italiano rappresentava invece la base ideale per sviluppare un progetto innovativo. Nasce così BoReAS (Boat Recycle in Action for Sailing Project), iniziativa che punta a dimostrare come il recupero di una grande imbarcazione possa trasformarsi in un’opportunità concreta, riducendo gli sprechi senza compromettere le prestazioni.