C’è stato un tempo in cui le barche da diporto venivano progettate e costruite seguendo regole elementari, legate prevalentemente all’efficienza della carena e alla tenuta di mare, in certi casi anche alle prestazioni velocistiche, in altri alla capacità di adattarsi ad attività legate alla passione per il mare, come la pesca. Oggi non è più così. La nautica da diporto si è evoluta e soprattutto nella parte alta del mercato, quella dedicata a yacht e super yacht, ai valori tradizionali se ne sono aggiunti altri ormai imprescindibili: su tutti il design, inteso come capacità di ideare e produrre qualcosa che esalti forme e funzionalità. Meglio ancora se a questi valori si sommino l’innovazione, l’avanzamento tecnologico e la capacità di incontrare le aspettative del mercato.
E’ partendo da queste imprescindibili linee guida che già da un bel po’ di tempo alcuni cantieri nautici hanno impostato il proprio lavoro. E a Cannes, nell’immediata vigilia dello Yachting Festival 2025, se n’è avuta ennesima conferma quando Giovanna Vitelli, presidente del colosso Azimut-Benetti, ha radunato giornalisti, dealer, clienti e amici del cantiere per svelare, in un’atmosfera resa suggestiva dall’eclissi di luna e da uno spettacolo di danza allestito sulla spiaggia attrezzata della Croisette, il progetto del Magellano 27M, terza generazione dello yacht/crossover di Azimut atteso in mare nel 2026. Un’imbarcazione che pur proseguendo sulla rotta tracciata dai precedenti modelli, inaugura un nuovo capitolo nella storia del voyager: dalla sua anima di explorer nasce infatti un modo inedito di vivere il mare, come la stessa Giovanna Vitelli ha tenuto a dire, spiegando che “in questo Magellano tutto nuovo lo spirito della scoperta si fonde con l’arte di vivere con eleganza”.










