Un tempo c’era l’Americas Cup. Sui favolosi J Class, gli armatori timonavano le loro creature. Elegantissimi, berretto da capitano, pipa e pantaloni lunghi bianchi, consideravano la vela uno stile di vita e la regata una sfida fra gentleman autentici, yachtsman appunto. Oggi l’America’s Cup richiede performance tecnico-sportive così elevate che a bordo possono salire solo super atleti professionisti, equipaggiati con capi hi-tech, caschi, microfoni...

Il palcoscenico per farsi ammirare e provare il piacere di sentire la propria barca sulle onde è cambiato: il circuito più ambito per gli armatori, una sorta di club con un centinaio di happy few, è quello dei Maxi yacht, barche realizzate su misura, in carbonio per essere leggerissime, lunghe dai 60 ai 100 piedi (da 18 a 30 e più metri), con un corredo infinito di vele e un equipaggio che varia da 20 a 30 persone a bordo e molte altre di appoggio a terra. Qui, ciascuno, può firmare la barca con le proprie passioni e gli armatori possono togliersi il piacere di stare al timone in regata: alcune classi prevedono, nello specifico, la regola dell’owner-driver, coadiuvato alle manovre dalle rockstar della vela.

Maxi Yacht Rolex Cup 2024

Primus inter pares nel circuito dei Maxi è Pier Luigi Loro Piana, Pigi per il mondo della vela e per gli amici, grandissimo appassionato di mare, armatore del ClubSwan 80 My Song, splendida signora color blue black+blue, con un profilo d’oro sottilissimo che corre lungo tutta la carena e le vele nere in carbonio che mettono in risalto il rosso mattone delle cerate e dei giubbini dei velisti, realizzati con un tessuto esclusivo e brevettato, antivento, impermeabile, ma traspirante.