A volte ritornano. Ad Ancona l’hanno riconosciuta subito, perché le linee dei 12 Metri S.I. non passano inosservate e poi, per la livrea, che richiama una delle barche più amate dal popolo della vela e non solo italiano. Parliamo di Azzurra, l’imbarcazione con cui l’Italia prese parte all’America’s Cup per la prima volta. La versione 3 Ad essere stata recuperata, acquistata e restaurata è la versione tre di Azzurra, quella che disegnò l’architetto Andrea Vallicelli per la seconda campagna italiana nell’America’s Cup, quella del 1987 a Fremantle, in Australia. Entrambe le campagna guidate – la seconda fino ad un certo punto – da Cino Ricci. Breve riepilogo. Azzurra 83, la prima, fu progettata da Vallicelli per l’edizione del 1983 della Coppa, che fu l’esordio italiano nell’America’s Cup e che ci vide finire in semifinale della Louis Vuitto Cup, la selezione dello sfidante, disputata a Newport, nel Rhode Island (Usa). Poi, venne costruita Azzurra 2, già per l’edizione seguente dell’87, che però si rivelò non adatta per il vento di Fremantle, chiamato the Doctor, e per le condizioni del mare. Così, il Consorzio Azzurra costruì una terza barca. A dire il vero, ci fu anche una quarta Azzurra, voluta da Ricci, allora sempre lo skipper, in disaccordo con Vallicelli e il disegno di Azzurra 3. Poi, Azzurra 4, disegnata dai fratelli Sciomachen di Bologna, si rivelò non competitiva. L’uscita di Ancona Azzurra 3 è ritornata in mare. “Abbiamo provato la barca, è stata tirata a lucido. C’è ancora qualcosa da fare a bordo, ma è in buonissime condizioni”, dice Enrico Chicco Isenburg, veterano delle due campagne di Azzurra in Coppa. A bordo quali ex Azzurra anche Alberto Fantini, Enrico Passoni, Mauro Piani, Franco Zamorani e il timoniere, di oggi e di allora, Mauro Pelaschier. In più, c’erano innesti di velisti più giovani. L’obiettivo di Nicola Vecchiola, l’armatore, è quello di prendere parte quest’anno con Azzurra 3 alla Regata del Conero di Ancona e alla Barcolana Classic di Trieste. E poi, nel 2027, partecipare alla grande reunion dei 12 Metri S.I. a Napoli, a margine delle regate dell’America’s Cup numero 38. I fratelli Vecchiola Nicola Vecchiola e il fratello Maurizio hanno il pallino delle barche d'antan celebri, e in particolare dei 12 Metri Stazza Internazionale, la classe più longeva utilizzata nell’America’s Cup. La famiglia è marchigiana, Maurizio è presidente e amministratore delegato, Nicola consigliere delegato e direttore divisione Moulding. Produce compound e suole per calzature in diversi stabilimenti, raggruppati sotto l’ombrello di Finproject Spa, che fattura quasi 200 milioni di euro e ha il quartiere generale a Morovalle. Qui l’azienda aveva ideato tra l’altro la resina delle Crocs, i sandali bucherellati celebri in tutto il mondo. I due fratelli sono appassionati di 12 Metri S.I. Maurizio possiede Kookaburra III, con il quale prenderà parte al Mondiale dei 12 Metri in programma a settembre a Imperia. Lo scafo, progettato da Iain Murray & John Swarbric, è stato costruito a Perth sugli scali di Parry Boat Builders, terzo della flotta di barche varate dal sindacato Taskforce 87 organizzato da Kevin Parry, rivale di Aland Bond di Australia IV (e già patron di Australia II), per difendere la Coppa. Nel 1987 a Fremantle, Kookaburra III perse la finale 4-0 con Stars & Stripes di Dennis Conner, lo sfidante Usa. Maurizio ha anche Italia II, la barca disegnata da Giorgetti & Magrini, la seconda del Consorzio Italia che aveva lanciato la sfida alla Coppa America sempre nel 1987 dalle sale dello Yacht Club Italiano di Genova; barca che era stata costruita da Intermarine alla Spezia, ma era rimasta danneggiata durante il varo. E ancora, è armatore anche del Moro di Venezia II, il maxiyacht disegnato dall’architetto argentino German Frers (come il primo dei nove che compongono la serie), che si dice abbia acquistato su eBay. Tutte le Azzurra Il fratello Nicola, invece, ha Azzura 3. Delle quattro ancora in vita, la prima, Azzurra 83, è stata trasformata in monumento, eretto all’imboccatura del marina di Porto Cervo (il guidone dell’America’s Cup era quello dello Yacht Club Costa Smeralda). Azzurra 2 è data in Germania, dopo essere stata avvistata nei Caraibi. Azzurra 4 è tirata a secco nel porto industriale di Olbia, in abbandono da anni.
Torna in mare Azzurra restaurata, obiettivo il Mondiale del 2027
La barca è stata recuperata e rinnovata dall’imprenditore Nicola Vecchiola: l’azienda di famiglia ha inventato la resina delle Crocs. Lo scafo è la versione tr…









