Poco prima di mezzogiorno Max Sirena ha aperto l’hangar di “Luna Rossa” - è il Ceo - e ha mostrato, avvisando che era proibito scattare foto, il gioiello che solcherà le acque del golfo di Napoli la prossima Primavera: l’Ac 40 che veleggerà all’America’s Cup napoletana. Una barca che sembra un’astronave e infatti è destinata letteralmente a volare sull’acqua, tutta in carbonio. Che ha fatto strabuzzare gli occhi al sindaco Gaetano Manfredi, da ingegnere, per «le soluzioni tecniche trovate». E anche alla presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde: «Sono una ingegnere informatica e apprezzo tantissimo questo lavoro come Gaetano» precisa. Lei e Manfredi sono sembrati essere nel paese dei balocchi. La barca italiana non ha ancora una identità cromatica potrebbe esserci uno squarcio «di colore azzurro» in omaggio a Napoli e all’Italia che per la prima volta nella secolare storia dell’America’s Cup si svolgerà nel nostro Paese.
America's Cup, a Cagliari le prime regate “Road to Naples”: show delle imbarcazioni nel weekendInizia così la giornata di Manfredi che annuncia: «Oggi comincia la Coppa America, si parte da Cagliari e si arriva a Napoli» dice il sindaco, del resto nel capoluogo sardo domani partiranno le regate preliminari. E Napoli? «Le preregate si faranno anche a Napoli, la data verrà resa nota probabilmente oggi - racconta il presidente dell’Anci - posso dire che la Regione le finanzierà per 5 milioni e il Comune ne mette altri 2». Dunque costeranno 7 milioni come quelle della Sardegna. Roberto Fico, il governatore, è atteso per oggi, così come il ministro per lo Sport Andrea Abodi, il ministro per il Turismo Gianmarco Mazzi e i vertici di “Sport e Salute” ovvero il presidente Marco Mezzaroma e l’amministratore delegato Diego Nepi Molineris. Soggetti con i quali sindaco e governatore firmeranno un protocollo di collaborazione istituzionale. La novità politica - non di poco conto - è che la Regione formalmente avrà un ruolo nell’organizzazione della Coppa America. Cosa che non era riuscita all’ente di Santa Lucia con la passata gestione. LA SINERGIA L’America’s Cup è sport e anche una grande occasione di sviluppo. E Manfredi ne è consapevole. «Si uniscono due grandi città del Mediterraneo, due grandi storie: perché sono due città che hanno tremila anni di storia e che sono nate sul mare. È anche un modo per far vedere che esiste un sistema delle città sul Mediterraneo che ha un grande valore culturale, ma anche un grande valore politico. Quindi per noi è una grande soddisfazione che la partenza della Coppa America Napoli si faccia a Cagliari». La Todde è raggiante per questo ponte ideale che lega le due città. L’America’s Cup per Cagliari vale 50 milioni «e la cifra secondo me - dice Todde - andrà rivista al rialzo. Un risultato da celebrare per la capacità di portare questi eventi mondiali dopo che la Sardegna è stata assente da questi scenari per tanti anni». Per la governatrice «è l’inizio di una partnership stretta con la Campania. Il Sud sta ripartendo, sta dimostrando che può essere capace di prendere in mano il suo destino, la sua competitività - racconta - e io sono convinta che proprio la Sardegna e la Campania, che hanno tantissime affinità, che hanno filiere che possono essere sinergiche, possono iniziare questo percorso. C’è un piano di similitudini e di sinergie tra le città, ma anche tra le due regioni. Quindi io su questo sono veramente fiduciosa ed è un percorso che vogliamo fare insieme. Questo è il Sud che fa sistema». I CANTIERI Manfredi, che è anche commissario per le bonifiche a Bagnoli, racconta lo stato dell’arte dei cantieri. «È un intervento molto complesso, molto articolato, che però sta procedendo secondo le previsioni. Abbiamo solo ritardi fisiologici per un’operazione di tale portata, però tutto sta procedendo regolarmente. Poi adesso abbiamo anche un team in più, quindi abbiamo dovuto fare delle modifiche perché siamo passati da 5 a 7 team». Si tratta degli hangar delle barche che stanno arrivando da Barcellona. Lo spazio sulla colmata a mare, che è la base operativa della Coppa, c’è ed era anche stato previsto quello aggiuntivo; a mancare era il progetto per l’installazione dei team. Da qui le modifiche che il sindaco ha annunciato. Tutti resteranno sulla colmata a iniziare dai campioni di Emirates New Zealand che si sono sistemati vicini al Pontile nord. «È pronta a partire verso il Belgio anche la prima nave che trasporterà parte delle sabbie che sono sotto il mare e devono andare a discarica. Vanno via mare per non mettere in strada i camion. La gran parte delle sabbie resterà a Bagnoli e verrà trasformata in cemento». LE GARE Le gare preliminari dell’America’s Cup sono un ghiotto antipasto delle regate della Coppa America: «Stiamo lavorando - interviene ancora Manfredi - per avere una preregata anche sul nostro lungomare». La spinta degli equipaggi e dei team è molto forte non vedono l’ora di testare le barche nel teatro delle gare. Una bombetta quella lanciata dal sindaco, che tuttavia nulla toglie a Pozzuoli dove si faranno appunto le preregate. E ce ne potrebbe essere anche un’altra in Grecia ma qui è ancora tutto da definire. Intanto, perché le barche una volta arrivate a Napoli devono restarci. Anche perché è a buon punto la trattativa, affinché Napoli ospiti anche l’edizione dell’America’s Cup 2029. LA SPINTA Il governo ha investito su Bagnoli 1 miliardo e 250 milioni per la rigenerazione urbana, sociale e il risanamento dei suoli. A Palazzo Chigi ci credono, e molto, nelle potenzialità della città. Infatti, a portare la Coppa è stato il governo. «Quando siamo arrivati a Napoli - dice il ministro Abodi - siamo tutti rimasti affascinati, ma con Bagnoli abbiamo scoperto un lato della città rimasto sospeso. Quello che si è riuscito a fare in così poco tempo, dopo 30 anni di attesa, è un riferimento di come la responsabilità pubblica si declina nell’uscire in tempo breve da situazioni critiche. E i cittadini devono sapere che il nostro obiettivo è riconsegnare pienamente il luogo alla città. E le periferie meritano di essere parte dello spettacolo». Nepi fa i conti della Coppa America e anche a Napoli: «Quando sono arrivato per la prima volta lì - spiega l’ad di Sport e Salute società del Mef - ho pensato di essere nel paradiso terrestre, guardando il Golfo di Napoli che è un teatro naturale. Ma alle spalle c’era un’area da bonificare: quella diventerà la sede dei team, una città della vela dove attività sportive e divertimento per le famiglie si coniugheranno. Oltre a questo, 3mila famiglie troveranno casa in città e le aziende potranno creare valore sull’indotto: ci sarà un miliardo e mezzo di ricaduta sulla città».









