Si parte da Cagliari, base logistica di Luna Rossa da 12 anni, per arrivare a Napoli, sede della 38esima America's Cup che per la prima volta si svolge in Italia. Il capoluogo sardo per quattro giorni da giovedì 21 maggio respirerà l'aria dei grandi eventi internazionali, ospitando le regate preliminari con cinque team iscritti (a Napoli il numero salirà a sette con americani e australiani) con barche AC40 monotipo, tutte con configurazioni identiche, capaci di superare i 40 nodi di velocità: i padroni di casa guidati da Max Sirena, i detentori di New Zealand, i britannici di GB1, gli svizzeri di Alinghi e i francesi di La Roche-Posay Racing.
"Siamo il contesto più importante per la vela, abbiamo un meteo meraviglioso - ha detto la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde - una rada che tutti ci invidiano, gli equipaggi l'hanno già capito visto che si allenano qua da tante settimane, ed è un'occasione per far capire che il mondo della vela può avere in questa città un approdo straordinario". Con lei a presentare l'evento il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che ha rassicurato sui tempi di realizzazione della base di Bagnoli che ospiterà l'America's Cup ("Ora abbiamo anche un team in più, quindi abbiamo dovuto fare delle modifiche perché siamo passati da cinque a sette squadre in gara", ha detto) e ricordato l'indotto economico che il trofeo sportivo più antico del mondo porterà in Campania: "c'è una stima che varia dal miliardo al miliardo e mezzo di ricadute complessivamente. Però questo guardando sia la ricaduta diretta, che riguarda ovviamente l'attrazione turistica durante tutto l'evento e gli investimenti fatti, ma anche il ritorno d'immagine".











