La chiamano vecchia Ferrari dei mari. È lunga nove metri e trenta, larga più di tre, tutta in legno, classe 1985. Si chiama Castore, è appartenuta alla Marina Militare e con equipaggio militare ha vinto per tre volte la regata dei Tre Golfi. Ora torna a navigare nel golfo di Napoli con una storia diversa.
E’ quella dei ragazzi che l’hanno riportata in vita, imparando un mestiere nel laboratorio di Scugnizzi a vela. Il varo di Castore è il punto di arrivo di un percorso di formazione, educazione civica e inserimento lavorativo che da vent’anni mette insieme istituzioni, volontariato e mondo della cantieristica navale.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’associazione Life Scugnizzi a vela, la Marina Militare, la Giustizia minorile campana, il Tribunale di sorveglianza di Napoli, i servizi sociali, il Comune, l’Autorità portuale e, più di recente, la Regione. Castore è diventato un lungo cantiere-scuola: il restauro, durato oltre tre anni, è stato affidato ai ragazzi provenienti dall’area penale campana e dai servizi sociali della Municipalità I del Comune di Napoli, affiancati da volontari, maestri d’ascia, carpentieri, motoristi, attrezzisti e professionisti del settore.
Il laboratorio si chiama “I mestieri del mare” ed è ospitato negli spazi del Comando logistico della Marina Militare. L’obiettivo è di offrire un’alternativa a chi vive condizioni di marginalità o rischio di devianza e già quest’anno cinque giovani sono stati inseriti nel comparto della cantieristica del Porto di Napoli. «Il varo di Castore - ha detto l’ammiraglio di squadra Vincenzo Montanaro, comandante logistico della Marina Militare - è il simbolo concreto di come il mare possa diventare occasione di crescita, riscatto e futuro per tanti giovani». Per il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, «Scugnizzi a vela è un ottimo esempio di formazione e avviamento all’inserimento lavorativo per giovani a rischio di devianza». Anche il sindaco Gaetano Manfredi ha legato l’esperienza al ruolo dello sport e del mare nei percorsi educativi della città. «Si unisce alla formazione lavorativa, attraverso il restauro di barche in legno, l’educazione civica, grazie al supporto della Marina Militare”.







