Il nome di Matteo Garrone è stato accostato al misterioso benefattore che ha saldato parte dei debiti di gioco di Massimo Ceccherini. Ma il regista, interpellato dal Corriere della Sera, ha smentito.

Un assegno da 300mila euro, un amico rimasto senza nome nei documenti del Tribunale di Firenze e una domanda che rimbalza da giorni sui giornali: chi ha aiutato Massimo Ceccherini a chiudere i conti con la sua dipendenza dal gioco d'azzardo? Tra le ipotesi rilanciate dalla stampa è finito quello di Matteo Garrone, il regista che ha diretto l'attore toscano in tre film. Lui, però, respinge la ricostruzione.

Il benefattore anonimo e le voci sul regista Il provvedimento firmato dal giudice Cristian Soscia non fa nomi. Nelle carte, l'uomo che ha versato la somma decisiva per sanare il grosso del passivo viene descritto soltanto come un caro amico dell'attore, senza altre indicazioni sull'identità. È in quel vuoto che si è inserita la stampa: alcune indiscrezioni avrebbero collegato quel gesto a Garrone, sulla base del rapporto professionale e personale che legherebbe i due da anni. Nulla di ufficiale, va precisato: nessun atto giudiziario conferma l'accostamento, che resta al momento sul piano delle ipotesi. Cosa lega Garrone e Ceccherini Il legame tra i due non è un mistero e affonda le radici nel cinema. Ceccherini ha lavorato con Garrone in tre occasioni: Il racconto dei racconti, Pinocchio e Io Capitano, quest'ultimo candidato all'Oscar come miglior film internazionale. Una collaborazione che ha restituito all'attore, per lungo tempo identificato con la comicità toscana degli esordi, una dimensione più drammatica e riconosciuta dalla critica. Su questa vicinanza si è costruita l'indiscrezione che ha portato il nome del regista al centro della vicenda.