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Vincenzo Brunelli

Nella sentenza tutti gli indizi portano a Matteo Garrone come benefattore di Ceccherini, ma il regista, interpellato, ha detto di non saperne nulla

Il Tribunale di Firenze ha dato il via libera al piano di salvataggio, tecnicamente «concordato minore», proposto dal noto attore e regista italiano Massimo Ceccherini, che si era indebitato oltre le sue possibilità attuali, a causa di una grave e certificata dipendenza dal gioco d’azzardo. A fronte di un debito complessivo di quasi 1 milione e 400 mila euro, dovuto principalmente a tasse non pagate all’erario, l’artista ha richiesto ai giudici fiorentini l’accesso alla procedura per risanare la sua situazione debitoria, per tornare a lavorare e vivere più serenamente.

La sentenza di omologa del risanamento è arrivata grazie al consenso di tutti i creditori, tra Fisco, istituti di credito e altri, e soprattutto grazie all’intervento di un amico (nella procedura detto «assuntore esterno»), che ha messo sul piatto 300.000 euro di tasca propria per soddisfare i creditori. A questi si aggiungeranno altri 24.000 euro che lo stesso artista pagherà a rate (500 euro al mese per 48 mesi) attingendo ai suoi futuri incassi.