Firenze – Massimo Ceccherini ha trovato un accordo in tribunale per saldare il conto economico con il suo burrascoso passato. Quasi come un’azienda, l’ attore, regista, comico e sceneggiatore ha aderito a un “concordato minore con assuntore” – così si chiama la procedura – attraverso il quale restituirà circa un quarto del debito da oltre un milione accumulato con l’amministrazione finanziaria nei suoi anni più bui, quelli in cui si è rovinato con le scommesse (la sua ludopatia è certificata) e ha annegato le delusioni nell’alcol fino ad arrivare a diventare L’uomo guasto, raccontato nel suo ultimo libro.
Ma dietro gli omissis di una sentenza del giudice fiorentino Cristian Scoscia, si nasconde una generosa donazione di trecentomila euro senza la quale Ceccherini non sarebbe riuscito a dare un colpo di spugna al passato. È con questa somma, depositata da un notaio e vincolata fino all’approvazione del concordato (a cui per 48 mesi, l’attore, nulla tenente, aggiungerà 500 euro) avvenuta nei giorni scorsi, che i creditori troveranno soddisfazione. Non piena, ma comunque maggiore rispetto alle scarse capacità finanziarie di cui dispone oggi il Libero del Ciclone.
Lattore Massimo Ceccherini durante il photocall di presentazione del film Pinocchio a Roma, 12 dicembre 2019. ANSA/CLAUDIO PERI











