L’amico è quella persona che non c’è mai, tranne quando ne hai bisogno. Allora spalanca il cuore e, se serve, il portafogli. L’attore e sceneggiatore Massimo Ceccherini un amico ce l’ha di sicuro. E anche parecchio generoso, oltre che solvibile: gli ha anticipato trecentomila euro per sfamare i creditori e permettergli di completare in santa pace la guarigione dai demoni del gioco. Non si conosce l’identità del benefattore, ed è un particolare che toglie al gesto ogni carica di narcisismo, rendendolo ancora più puro. Un indiziato esiste, a dire il vero, ed è il regista Matteo Garrone, anche se ha subito smentito di essere lui l’eroe di questa storia. Una scelta che gli fa onore, sia che lo sia, sia che non lo sia.
Ma se lo fosse, andrebbe ammirato per almeno altri due motivi. Il primo è che Garrone è un benestante, ma non un emiro: trecentomila euro sono tantissimi anche per un regista di cinema. Non si sarebbe tolto qualche moneta dalle tasche, ma proprio le tasche.
Il secondo motivo è che in realtà Ceccherini è in credito con lui. Un credito professionale e sentimentale, s’intende. Considero Garrone uno straordinario pittore di emozioni, ma per sua stessa ammissione gli manca l’anima popolare, un po’ come al Pd. Quella gliel’ha portata Ceccherini, coautore fisso dei suoi ultimi film. Perciò, se fosse stato davvero Garrone a pagargli i debiti, oltre che generoso si sarebbe rivelato riconoscente. Una qualità ancora più rara nelle amicizie, e non solo in quelle.










