A poco più di un mese dall’offerta pubblica iniziale più grande della storia, la luna di miele tra Wall Street e SpaceX sembra già finita. Venerdì il titolo della società di Elon Musk ha chiuso a 123,99 dollari: sotto i 135 dollari del prezzo di collocamento, un debutto da record che aveva valutato l’azienda 1.750 miliardi di dollari facendo del fondatore il primo trilionario al mondo. È l’ottava seduta negativa nelle ultime nove. Dai massimi toccati il 16 giugno, a 225,64 dollari, la perdita sfiora ormai il 45%. Cosa c’è dietro?
Negli ultimi giorni ha pesato anche il rinvio del tredicesimo test di Starship: il razzo è rimasto fermo sulla rampa di lancio in Texas dopo che alcuni motori Raptor non si sono accesi durante la sequenza di decollo, costringendo il sistema automatico ad annullare il lancio pochi secondi prima della partenza. Ma l’inconveniente tecnico ha avuto un ruolo relativo: il titolo era già in calo da giorni e gli investitori guardano soprattutto a un appuntamento fissato per agosto. Dopo la pubblicazione dei conti del secondo trimestre, prevista per la prima settimana del mese, scadrà infatti il primo lock-up, il periodo durante il quale gli azionisti storici non possono vendere le proprie quote.












