Doveva essere il titolo che avrebbe portato Wall Street su Marte. Per qualche settimana, in effetti, sembrava che la gravità fosse stata abolita: dopo l’IPO a 135 dollari, SpaceX era volata fino a oltre 225 dollari per azione, arrivando a sfiorare una capitalizzazione di mercato di circa 3.000 miliardi di dollari. Una valutazione da club delle più grandi Big Tech, costruita più sulle promesse del futuro che sui profitti del presente.

Poi, però, il mercato ha fatto quello che sa fare meglio: smettere di sognare e ricominciare a fare i conti.

Oggi il titolo oscilla intorno ai 138 dollari, praticamente con il fiato sul collo del prezzo di collocamento di 135 dollari. Dal massimo sono evaporati centinaia di miliardi di valore in Borsa. Non proprio un dettaglio.

La profittabilità

Il messaggio degli investitori sembra piuttosto chiaro: i multipli da capogiro si giustificano con gli utili, non con le presentazioni in PowerPoint.