Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiBruxelles prova a rendere l’Ets più flessibile, ma senza allentare la traiettoria climatica di fondo. La Commissione europea ha presentato la riforma del sistema di scambio delle quote di emissione per allinearlo all’obiettivo Ue di riduzione del 90% delle emissioni nette entro il 2040, con un taglio più graduale del tetto alle emissioni e delle quote disponibili.

Il punto più rilevante per le imprese è la conferma dell’assegnazione gratuita delle quote anche dopo il 2030. La novità, però, è che queste quote saranno sempre più legate agli investimenti nella decarbonizzazione in Europa, trasformandosi di fatto in un meccanismo di incentivo alla transizione industriale.

La Commissione punta anche a far sì che le entrate nazionali dell’Ets tornino ai settori coinvolti nel sistema. Secondo la proposta, gli Stati membri dovranno destinare almeno il 50% dei proventi a investimenti per la decarbonizzazione dei comparti inclusi nell’Ets, con l’obiettivo di superare complessivamente i 100 miliardi di euro di investimenti entro il 2030.

La banca per la decarbonizzazione

Tra gli strumenti messi in campo c’è la Banca per la decarbonizzazione industriale, che disporrà di 100 miliardi di euro per sostenere la decarbonizzazione su larga scala in Europa. La Commissione prevede anche un Ets Investment Booster prima del 2030 e il rafforzamento del Fondo per l’innovazione, destinato alle prime applicazioni commerciali di tecnologie pulite.