Sconfitta una rarissima malattia immunologica gestazionale, salvi mamma e neonato. È accaduto all’ospedale Sant’Anna di Torino. Protagonista Federica, 30 anni, già mamma di una bambina di sette anni (Ludovica). Il 16 luglio la donna - all’ottavo mese della sua seconda gravidanza, fino ad allora decorsa in modo del tutto naturale - arriva osservazione del reparto di Ostetricia e Ginecologia 4 diretto dal dottor Saverio Danese: un controllo medico di routine, che rivela un inatteso e grave stato di sofferenza fetale. Si decise per il cesareo, in urgenza. Purtroppo, il neonato, affidato alle cure del reparto di Neonatologia del Sant'Anna (diretto dalla dottoressa Caterina Carbonara) ed alla Unità di Terapia Intensiva Neonatale (responsabile dottoressa Francesca Campagnoli), mostra da subito un gravissimo stato di insufficienza epatica e renale, muore dopo appena tre giorni di vita. Il dramma Gli accertamenti successivi spiegano che a causare la morte del bimbo era stata una grave e rarissima forma di incompatibilità immunologica tra madre e feto: il sistema immunitario materno aveva prodotto durante la gravidanza anticorpi che avevano “attaccato” le cellule epatiche fetali, determinando l’insufficienza del fegato, e di conseguenza multiorgano. Questa patologia, chiamata con l’acronimo GALD (Gestational Alloimmune Liver Disease), è rarissima, tanto che non si conosce l’esatta incidenza nella popolazione generale. Se è per questo, ha anche un altissimo tasso di ricorrenza nelle gravidanze successive (fino al 90%).