HomeMilanoCronacaOperata con il figlio in grembo. L’intervento di 7 ore al cuore. Lieto fine per madre e bambinoIn ospedale per l’aorta lacerata a 22 settimane di gravidanza. La 35enne ha poi proseguito la gestazione. Niguarda, lavoro di squadra con monitoraggio fino al cesareo. "Priorità: salvaguardare entrambe le vite".Lo staff. Al centro con il camice bianco, Alice Proto, responsabile della Struttura semplice neonato e lattante criticoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciUn’arteria rotta mentre porta un figlio in grembo. È stata una corsa contro il tempo, quella per salvare una donna incinta alla 22esima settimana e il suo piccolo. Il delicato intervento unico (e a lieto fine) è stato portato a termine all’ospedale Niguarda di Milano. Madre e figlio stanno bene. L’aorta, si legge in una nota dell’ospedale, è l’arteria più importante del corpo umano. In casi relativamente rari può rompersi e mettere in pericolo la vita del paziente se non si interviene immediatamente. Il problema per Matilde (nome di fantasia), trentacinquenne, è che la sua aorta si è “rotta” mentre era a 22 settimane di gravidanza. Il lieto fine è arrivato grazie al gioco di squadra tra ginecologi, cardiochirurghi e neonatologi del Niguarda, che hanno deciso di operare la donna mantenendo il feto in utero per far proseguire la gestazione il più possibile. Tutto inizia alcuni mesi fa, quando la donna arriva al pronto soccorso per un malessere diffuso. Qui gli specialisti dell’Ostetricia e ginecologia, guidati da Federico Spelzini, si accorgono subito che qualcosa non va e attivano un gruppo multidisciplinare. Alla donna viene rapidamente diagnosticata una “dissecazione acuta dell’aorta“, cioè una “lacerazione” dell’arteria principale. Intervenire d’urgenza, preservando la vita del feto, era una cosa tentata solo poche volte al mondo.
Operata con il figlio in grembo. L’intervento di 7 ore al cuore. Lieto fine per madre e bambino
In ospedale per l’aorta lacerata a 22 settimane di gravidanza. La 35enne ha poi proseguito la gestazione. Niguarda, lavoro di squadra con monitoraggio fino al cesareo. "Priorità: salvaguardare entrambe le vite".








