Una straordinaria vittoria della medicina e della determinazione materna ha trasformato un dramma in una storia di speranza all’ospedale Sant’Anna di Torino. Una donna di 30 anni già madre di una bambina di 7, è riuscita a dare alla luce il piccolo lo scorso 23 giugno, sconfiggendo la Gald (Gestational Alloimmune Liver Disease), una gravissima e rarissima forma di incompatibilità immunologica tra madre e feto che l’anno precedente le aveva strappato il secondo figlio dopo appena tre giorni di vita.

Cos’è la Gald: il “rigetto” del feto

La Gald è una patologia spietata e complessa, di cui non si conosce l’esatta incidenza. In breve, il sistema immunitario della madre riconosce come estraneo il fegato del feto, producendo anticorpi che lo attaccano e lo distruggono. Il meccanismo è simile alla più nota incompatibilità del fattore Rh o al rigetto di un organo trapiantato. I rischi per il nascituro sono altissimi: nelle gravidanze successive alla prima manifestazione, la malattia si ripresenta fino al 90% dei casi, senza interventi drastici (come un trapianto di fegato neonatale), la gestazione si interrompe in utero o si conclude con il decesso del neonato. È pressoché impossibile da formulare precocemente in gravidanza.