È riuscita nuovamente a partorire un bimbo, nonostante ne avesse perso un altro nel luglio del 2025 dopo tre giorni di vita, a causa di una grave e rarissima forma di incompatibilità immunologica tra madre e feto, la Gald (Gestational alloimmune liver disease), che ha un altissimo tasso di ricorrenza nelle gravidanze successive, fino al 90%. Federica, 30 anni, già mamma di Ludovica, una bambina di 7 anni, è stata seguita all'ospedale Sant'Anna di Torino.

Il sistema immunitario materno l'anno scorso aveva prodotto degli anticorpi che avevano attaccato le cellule epatiche fetali. Per la patologia, di cui non si conosce l'esatta incidenza, la diagnosi precoce in gravidanza è pressoché impossibile, ragione per cui stavolta è stato scelto di far nascere il bimbo due mesi prima del termine. Quando la gravidanza ne risulta affetta, l'esito è praticamente sempre infausto: la gestazione si interrompe in utero oppure con la morte del neonato, a meno che non si riesca a intervenire in tempo con un trapianto di fegato.

Per comprendere si può fare riferimento ad altre reazioni immunologiche conosciute, come la reazione che avviene con madre gravida con gruppo sanguigno Rh negativo contro il sangue del feto con gruppo sanguigno Rh positivo, oppure come la reazione di rigetto di un ricevente di un organo trapiantato.