HomeCesenaSportCesena piange mister Osvaldo Bagnoli. Fu l’architetto della promozione in A nel 1981Valorizzazione dei giovani, gioco equilibrato e il ritorno in massima serie: dal suo arrivo nel 1979 aveva trasformato il clubRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUmile, schivo, concreto, coraggioso e determinato nel dare fiducia ai giovani. Osvaldo Bagnoli, scomparso ieri a 91 anni, farà sempre parte della storia del Cesena, oltre che del calcio italiano per lo storico scudetto vinto a Verona (stagione 1984-’85). Il ‘mago della Bovisa’ (il quartiere dove era nato a Milano), grande amico di Pippo Marchioro, è stato l’ultimo tecnico scelto direttamente da Dino Manuzzi (estate 1979) prima che il presidentissimo si ammalasse dopo una caduta in casa. La stagione successiva (1980-’81) quell’allenatore di poche parole e tanti fatti condusse i bianconeri in A per la seconda volta nella loro storia, la prima targata Edmeo Lugaresi presidente che il 23 agosto 1980 aveva preso ufficialmente le redini del club dallo zio.
L’approdo di Bagnoli a Cesena (1979) fu accolto con diffidenza in un ambiente che ormai stava dimenticando i fasti della A: accanto a lui operò subito il direttore sportivo Pierluigi Cera, insieme avevano giocato a Verona. Bagnoli era un emergente, aveva appena vinto il campionato a Fano, in precedenza aveva allenato il Rimini e considerato il forte campanilismo questo non deponeva a suo favore. Ma il suo calcio fu in fretta godevole, equilibrato, solido. Quella squadra sfiorò la serie A, quarta posizione a 43 punti e -2 dal Brescia promosso. Lanciò il giovane Piraccini, diede fiducia a Massimo Bonini, poi capitan Ceccarelli, Benedetti, Riva, il portiere Recchi, Oddi, De Bernardi segnò 11 reti, Bordon 6.












