La nuova legge elettorale, qualora fosse approvata nella formulazione attualmente in discussione, cambierebbe profondamente le regole della competizione politica. Non soltanto per la presenza di un eventuale premio di maggioranza, ma soprattutto per la sostanziale scomparsa dei collegi uninominali blindati, utilizzati finora dai leader per garantire l’elezione di candidati considerati strategici.

Con il nuovo sistema, nessuno potrebbe più contare su un seggio sostanzialmente assicurato. La sopravvivenza politica dei partiti medi e piccoli dipenderebbe molto più di oggi dalla capacità di costruire coalizioni solide, raggiungere le soglie previste e conquistare una posizione favorevole nei listini proporzionali.

Dai collegi blindati ai listini proporzionali

Il cambiamento coinvolgerebbe tutte le principali forze politiche e, in modo particolare, quelle che nelle ultime elezioni hanno beneficiato degli accordi di coalizione per eleggere i propri rappresentanti nei collegi uninominali. La nuova disciplina riguarderebbe direttamente i partiti guidati da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, così come le formazioni di Antonio Tajani, Matteo Salvini, Maurizio Lupi, Carlo Calenda e Matteo Renzi. Nessuno potrebbe più affidarsi esclusivamente a un collegio sicuro negoziato con gli alleati.