HomePratoCronacaGli altri Pronto moda sotto scacco: "Danneggiati ma estranei al caso"All’Art Hotel gruppo di 250 cinesi: "Sì al diritto di sciopero senza ledere quello di proprietà"All’Art Hotel gruppo di 250 cinesi: "Sì al diritto di sciopero senza ledere quello di proprietà"Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Il diritto di sciopero è sacrosanto, nessuno lo ha mai messo in dubbio. Ma in questa vicenda ci sono imprenditori che non c’entrano nulla e che si sono loro malgrado trovati coinvolti: hanno pagato merce pronta per la consegna, che però non può essere ritirata. Sono persone che hanno famiglia in Italia, che pagano le tasse a Prato, che hanno decine di dipendenti. E non è giusto che non possano essere messe nella condizione di lavorare normalmente: se in un caso del genere non mi dai la possibilità di entrare a ritirare le merci che ho regolarmente pagato, stai commettendo un reato penale: violenza privata. E nei giorni scorsi ho depositato cento denunce per contro degli imprenditori". Si è così espresso l’avvocato Nunzio Giudice, che rappresenta quasi 250 confezioni cinesi del territorio, in merito agli sviluppi della "vertenza Acca".

A Seano, in via Copernico, davanti ai cancelli dell’azienda Acca Srl, è in corso da oltre un mese presidio permanente organizzato dai Sudd Cobas contro i circa cento licenziamenti che l’azienda di logistica avrebbe preannunciato. Sul piede di guerra, però, ci sono adesso anche le imprese cinesi che si erano in precedenza rivolte all’Acca: hanno a quanto pare acquistato merci che sono però ancora nei magazzini della ditta, e che non possono essere prelevate proprio a causa della protesta attualmente in corso da settimane.