Torna al centro del dibattito la chiusura del Punto nascite dell’ospedale SS. Annunziata di Cento dopo il parto d’urgenza avvenuto lunedì scorso all’interno del Pronto Soccorso. A intervenire è Marco Gallerani del comitato Cittadini in Soccorso all’Ospedale di Cento, che sottolinea come l’episodio rappresenti, a suo giudizio, una conseguenza diretta della chiusura del reparto maternità che si domanda anche, in base all’orario della nascita, se la donna abbia avuto l’assistenza di un’ostetrica e di una ginecologa perché non ancora in servizio in quel momento. "Assenza non dovuta ad una defezione o mancanza – puntualizza e fa sapere - ma derivante dalla chiusura del Punto nascite che non ne prevede la presenza in orario serale e notturno in ospedale". Esprime comunque apprezzamento nei confronti del personale sanitario del Pronto Soccorso. "Per fortuna, ma soprattutto per la competenza del personale presente a quell’ora al Pronto soccorso, tutto è andato per il meglio, che è la cosa più importante – prosegue – e ci preme però ricordare che non è la prima volta che questo accade, dopo la chiusura del Punto nascite di Cento, con una situazione analoga avvenuta mesi or sono, con l’assistenza specializzata ginecologica". Ricorda che ‘il Pronto soccorso di Cento era stato inserito tra i possibili trasformabili in Cau’ ma che ‘non sono riusciti a chiuderlo, soprattutto grazie alla grande mobilitazione di noi cittadini’. "Il Punto nascite sì, e questi sono i risultati – prosegue - un gravissimo errore, dovuto a scelte politiche che non tengono conto delle reali esigenze del territorio, ai vertici delle quali vi è avere una struttura di prossimità adeguata al parto. E’ bene ricordare che l’Emilia Romagna, con i soli 18 Punti nascita, è la regione che ne ha meno in assoluto, confrontata con le altre simili in popolazione ed estensione territoriale". Il comitato sostiene che vi siano ‘oltre 1000 nascite annue certificare che avvengono nel possibile bacino di utenza attorno all’Ospedale di Cento’ e accusa le istituzioni di privilegiare logiche politiche rispetto alle esigenze del territorio. "Anche stavolta, ci domandiamo se essere costretti a partorire al Pronto Soccorso, o a casa o per strada, come già accaduto – conclude - siano il modo migliore per salvaguardare la sicurezza e la salute delle donne partorienti e del nascituro", come dichiarò il Sindaco Accorsi per giustificare la chiusura del Punto Nascite centese che non raggiungeva i 500 parti annui, ma che ha sempre assicurato coi fatti una sicurezza assoluta".
"Partorire d’urgenza è un calvario. Il punto nascite non andava chiuso"
Cento: il portavoce del comitato Gallerani attacca la "la scelta politica che danneggia le mamme del territorio" .








