A essere benevoli, si potrebbe pensare che la mobilitazione della destra italiana tutta, moderata e immoderata, per la grazia a Mario Roggero sia dettata da uno scrupolo di coscienza, cioè dal senso di colpa per averlo usato come caso di scuola di quella difesa sempre legittima, che gli italiani brava gente pretendono dal codice penale e per averlo poi mollato al suo destino e a un’inevitabile condanna, senza avere nel frattempo legalizzato, come promesso, la giustizia privata estendendone i confini anche all’omicidio volontario, ma scriminato dalla meritevolezza sociale dell’illecito.

Detto in altri termini, rispetto al caso specifico: è vero che hai sparato a dei rapinatori in fuga, ed è vero che la tua azione non può essere giudicata come una reazione a un pericolo reale o percepito per la tua o altrui incolumità, ma visto che in fondo hai surrogato l’inerzia di uno Stato che non è stato in grado di difenderti, esercitando il suo diritto e adempiendo al suo dovere di fermare con le buone o con le cattive i delinquenti che ti hanno aggredito, lo Stato non dovrebbe punirti, ma ringraziarti. Quindi, caro Mario Roggero, noi ti promettiamo che tu e tutti quelli che come te assicureranno, a proprio rischio e pericolo, questo contributo all’igiene pubblica – come raccogliere le cartacce per strada e metterle nel cestino – non avrete più da temere i rigori della legge.