PORCIA - «Futuro dell'Electrolux? Serve la salvaguardia dell'economia e un intervento decisivo da parte dell'Europa». Sono queste le parole del presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, al termine del tavolo regionale sulla vertenza Electrolux, organizzato nella sede della Regione Fvg a Trieste.
«Bisogna tenere conto delle condizioni in cui lavora la manifattura in questo Paese, in questa Europa - ha spiegato Agrusti - perché la concorrenza sleale distruggerà tutto. Noi ci batteremo anche per quello, io credo che la piazza non possa essere quella davanti alla Prefettura di Pordenone, come luogo esclusivo in cui manifestare la volontà di sopravvivere o di vivere per il futuro, ma sia quella di Bruxelles, dove dovremmo essere insieme, noi, gli imprenditori, le rappresentanze dei sindacati, per chiedere all'Europa che faccia le cose che deve fare». «Non è una partita facile» Secondo Agrusti, «non possiamo avere auto dazi e dobbiamo mettere dazi potenti nei confronti dell'Oriente, che esercita la sua attività di invasione dei propri prodotti attraverso politiche di straordinario dumping. Noi stiamo lavorando come Confindustria locale, regionale e nazionale per agire nei confronti dei decisori europei - ha concluso - perché prendano le misure necessarie affinché la nostra manifattura non scompaia nei prossimi cinque anni, quella dell'Italia e dell'Europa intera». In giornata si è svolto «un incontro propedeutico a quello previsto al Mimit martedì - ha spiegato l'assessore alle attività produttive del Friuli Venezia-Giulia Sergio Emidio Bini -. Oggi abbiamo voluto dire in maniera forte che il settore dell'elettrodomestico rappresenta la storia per il Friuli Venezia Giulia. Electrolux è una multinazionale importante per il nostro territorio e come squadra, con Regione, sindacati, Confindustria e ministero, dobbiamo lavorare assieme al fine di garantire la tenuta dello stabilimento» di Porcia.«Non è una partita facile, sono molto preoccupato». Al tavolo regionale sul futuro Electrolux anche l'assessora regionale al Lavoro, Alessia Rosolen. Il timore più grande, è stato spiegato, è legato alla volontà dell'azienda di delocalizzare parte della produzione. «I siti produttivi - ha affermato l'assessore - sono di importanza strategica per l'economia della nostra regione. Voglio aspettare il tavolo di martedì, per capire cosa ci dirà di nuovo l'impresa. È chiaro che il tempo porta giudizi e porta riflessioni, ci auguriamo che alla fine si possa trovare una composizione tale per cui ci sarà salvaguardia, in primis, dell'occupazione e poi del sito».











