PORDENONE «Se siete stati così “gentiluomini” da non rompere nulla, siatelo anche adesso: restituite le medaglie di mio nonno e l’orologio di mio suocero». Non chiede gioielli o denaro, ma di riavere gli oggetti che custodiscono la memoria della sua famiglia. È l’appello che Melita Rossi rivolge ai ladri che, nella notte tra mercoledì e giovedì, sono entrati nella sua abitazione di Pordenone, hanno aperto la cassaforte con una fiamma ossidrica e sono fuggiti con il bottino. Ad accorgersi del colpo il fratello che era passato per casa si è trovato davanti una scena che non dimenticherà facilmente. «La cassaforte, nascosta dietro una libreria, era stata aperta», racconta Melita. Lei in questo momento si trovava all’estero: «Mio figlio mi ha chiamata nel cuore della notte, mi ha detto: “Sono entrati in casa, hanno portato via anche le medaglie del nonno”. Sono rimasta incredula».

Tra gli oggetti rubati dai ladri ci sono gioielli, documenti e il passaporto, ma il pensiero della donna corre soprattutto alle decorazioni al valor militare del nonno Erpinio Mariotti, bersagliere decorato dopo la battaglia di Vittorio Veneto del 1918, nella quale perse una gamba. Motivi affettivi la legavano anche a un orologio Universal degli anni Cinquanta appartenuto al suocero. «Dal punto di vista economico valgono pochissimo - precisa - le medaglie si possono ricomprare con una trentina di euro, l’orologio forse ne vale settanta. Per me, invece, rappresentano la storia della mia famiglia e non hanno prezzo». E poi quel cammeo di famiglia, anche quello è stato sottratto dai ladri. «Era di mia nonna ed era destinato a mia figlia - prosegue Melita -. Anche quello ha un valore molto basso. Ci ricaverebbero molto poco».