PORDENONE - I ladri se ne vanno dopo la visita in una villa di Pordenone con un prezioso orologio simbolo della famiglia, sui social l’appello: «Restituitecelo».
Hanno agito con una precisione chirurgica e una calma inquietante. Non hanno messo a soqquadro la casa, non hanno rovesciato cassetti né gettato vestiti a terra. Al contrario, hanno richiuso persino le finestre dietro di sé, come se volessero posticipare il più possibile il momento della scoperta.
È un furto dai contorni quasi “gentili”, ma non per questo meno doloroso, quello denunciato lunedì mattina ai carabinieri di Pordenone da Antonio, professionista residente in una villetta in via Di Mezzo. Il colpo è stato messo a segno sabato 4 aprile tra le 19.30 e le 22, mentre l’uomo si trovava fuori a cena con la moglie. Secondo quanto ricostruito, i malviventi si sono introdotti nell’abitazione forzando lo scuretto e il serramento di una finestra al piano terra, probabilmente utilizzando un grosso cacciavite come leva. Una volta dentro, si sono diretti dritti al primo piano. L’obiettivo era chiaro: l’oro. I ladri hanno frugato esclusivamente nelle camere da letto.
In una dimostrazione di singolare “ordine”, hanno passato al setaccio il primo cassetto di un cassettone, prelevando gioielli in oro e argento per un valore che sfiora i 10 mila euro. Tra la refurtiva ci sono orecchini, collanine, un anello con zaffiro e brillanti e alcuni portagioie, tutto non assicurato. «Quando siamo rientrati – racconta la vittima – non ci siamo accorti di nulla. La finestra era chiusa, tutto era in ordine». Solo in un secondo momento, aprendo i cassetti, i coniugi si sono resi conto che i loro preziosi erano spariti. Un modus operandi che suggerisce la presenza di professionisti che sapevano esattamente cosa cercare e come muoversi senza lasciare tracce evidenti. Oltre al danno economico, a pesare come un macigno è il valore affettivo di un pezzo specifico della refurtiva: un orologio da polso Omega Seamaster.






