Gli spazi liminali, luoghi di transizione dallo status incerto, stanno entrando sempre più nell’immaginario, in relazione soprattutto al mondo virtuale – come nel recente film Backrooms di Kane Parsons. Ma questi ambienti sulla soglia, situati in uno spazio-tempo indefinito, che riflettono una dimensione mentale di cui si percepisce l’esistenza ma che è solo occasionalmente, o difficilmente accessibile, hanno certo una storia molto più lunga delle delle infinite stanze vuote dalle pareti gialle che si sono diffuse sul web. Gruppo nanou, compagnia di danza ravennate attiva dal 2004, si dedica da due anni a un ciclo intitolato Overlook Hotel (citando da The Shining) che indaga le sensazioni paradossali di un ambiente abitato in modalità spuria. Dopo redrum – Premio Ubu 2024 come Miglior spettacolo di danza – goldroom ha avuto il suo debutto a Ravenna Festival, al Mercato coperto dunque fuori da uno spazio teatrale standard, ed è poi stato rappresentato al Teatro India di Roma alla Sala Oceano Indiano nell’ambito di Fuori Programma, dove lo abbiamo intercettato.
I DUE LAVORI sono legati da una costruzione dello spazio multifocale, senza un centro definito, con pavimenti riflettenti che suggeriscono uno sfondamento, e le musiche curate da Bruno Dorella, batterista di note band del panorama indipendente come OvO e Bachi da pietra, e recentemente con il progetto solista elettronico Carte Gold. Se per redrum Dorella aveva realizzato una colonna sonora con brani creati interamente per l’occasione – è stata anche pubblicata sotto forma di album, lo scorso anno, da Subsound Records – in goldroom si alternano tracce originali, eseguite dal vivo, con una selezione che abbraccia tra gli altri Joy Division, Kid Koala, Miles Davis, Chrystabell e David Lynch, Tricky. Mentre ci culla Only You dei Portishead, fanno man mano il loro ingresso sei performer, Carolina Amoretti, Marina Bertoni, Rhuena Bracci, Andrea Dionisi, Agnese Gabrielli, Marco Maretti.







