Roma, 26 maggio 2026 – Bisogna tornare indietro di sette anni, al 12 maggio 2019, per risalire alle origini delle Backrooms. Il fenomeno, nato nel mondo delle “creepypasta” (brevi storie paranormali o dell'orrore condivise sul web), è strettamente legato al concetto estetico e psicologico degli spazi liminali, e dal 27 maggio arriva al cinema con l'omonimo film di Kane Parsons.

Quel giorno di primavera un utente anonimo postò su 4chan, un forum online in cui si interagisce pubblicando immagini e brevi testi, lo scatto di una stanza vuota con pareti gialle, moquette e luce fluorescente, invitando gli altri membri della comunità di fare lo stesso. La proposta fu accolta con un entusiasmo tale da dare il via a una vera e propria mitologia horror, con tanto di fandom e un linguaggio dedicato a questa rapidissima evoluzione. Due anni dopo, nel 2022, un sedicenne americano pubblicò sul suo canale YouTube un video di nove minuti e 14 secondi, The Backrooms (Found Footage), che ad oggi conta oltre 73 milioni di visualizzazioni. Quello che era nato come un semplice test per gli effetti visivi, che il ragazzo aveva imparato a creare da autodidatta nella sua cameretta, si è trasformato nell'inizio di una web-serie di oltre 20 episodi.