Uno degli horror più interessanti e attesi della stagione è sicuramente Backrooms, il film tratto dal fenomeno internet secondo il quale esistono dei luoghi - soprattutto i retro abbandonati di alcuni uffici - che diventano la porta di accesso a inquietanti labirinti geografici e psicologici o il terreno d'incontro con strane creature soprannaturali. Cresciute sui forum del web a partire da semplici e ordinarie fotografie, queste teorie hanno dato vita negli anni a speculazioni, fanfiction e anche veri e propri prodotti cinematografici, come il corto della giovanissima Kane Parsons che ora, a soli 20 anni, è stata scelta dalla casa A24 per guidare la trasposizione filmica che vede al suo interno nomi celebri come Chiwetel Ejiofor, Renate Reinsve e Mark Duplass. Nella pellicola Ejiofor interpreta un uomo che scompare misteriosamente nei meandri di un grande magazzino mentre Reinsve è la sua psicoterapeuta che si mette sulle sue tracce, imbattendosi in dimensioni che mai avrebbe sospettato.Al momento, tuttavia, la cosa più inquietante di Backrooms non sono né il suo immaginario né la sua trama. A mettere a disagio, invece, sono soprattutto i commenti online. Una parte degli utenti che si sono messi a commentare in questi ultimi mesi i trailer e le anticipazioni del film, infatti, si sono concentrati su un'assurda polemica: per alcuni, infatti, Kane Parsons non sarebbe la vera regista di quest'opera. “Sappiamo tutti che Kane Parsons non ha assolutamente girato questo film”, è il tenore di alcuni dei commenti e il riferimento è soprattutto al fatto che la filmmaker sia troppo giovane per aver gestito da sola una produzione comunque imponente, e che vede tra l'altro tra i propri produttori maestri del genere come James Wan, Shawn Levy e Osgood Perkins. Ma il tenore dei commenti nei confronti di Parsons è un misto di misoginia e scetticismo nei confronti dei giovani, oltre che di un certo pregiudizio nei confronti di YouTube, piattaforma dalla quale Parsons proviene.A difendere la regista, ammesso che ce ne sia bisogno in una discussione così assurda, è proprio uno dei protagonisti del film, Mark Dupass: “Ehm, con tutto il dovuto rispetto non mi pare di averti visto sul set”, ha scritto l'attore sul social X/Twitter in risposta a un utente che proprio dubitava del ruolo di Parsons come regista: “Quando c'ero io, Kane aveva il controllo al 100%. Molto più di tanti altri registi col triplo della sua età”. Poche parole lapidarie, quindi, ma che danno il tono di una polemica decisamente fuori dal mondo. Ma del resto critiche simili si sono viste anche nei confronti di Curry Barker, il regista 26enne di Obsession, l'horror indipendente che si è imposto come un sorprendente fenomeno al box office. Al contrario, però, da sempre i film del terrore sono particolarmente accogliente per i giovani registi (da Sam Raimi a Jordan Peel e lo stesso Wan). Ora in molti però dubitano di Kane Parsons ancor prima che il film sia nelle sale (cosa che, in Italia, avviene proprio oggi, 27 maggio). Non sarà questa la più terrificante delle Backrooms?
Perché sul web si critica (in modo insensato) la giovane regista del film horror Backrooms?
Kane Parsons aveva realizzato un corto ispirato al fenomeno web che oggi, a 20 anni, ha trasformato in un lungometraggio












