In questi giorni nei cinema italiani ci sono due film horror: Obsession di Curry Barker e Backrooms di Kane Parsons. Sono film molto diversi tra loro per tono, budget e ambizioni, ma hanno alcune cose in comune. Entrambi sono l’esordio di registi molto giovani – Barker ha 26 anni, Parsons ne ha 20 – ma, soprattutto, entrambi avevano già un pubblico molto affezionato su YouTube.

Non sono i soli. Negli ultimi anni, YouTube si è aggiunto alle scuole di cinema e ai circuiti dei festival indipendenti tra i contesti in cui i registi emergenti fanno pratica e costruiscono un pubblico senza bisogno di troppi soldi o connessioni. E il genere in cui questo percorso funziona meglio è, quasi sempre, l’horror.

Ci sono varie ragioni. La prima, e forse la più importante dal punto di vista dell’industria, è che l’horror è uno dei pochi generi che continuano ad attirare il pubblico in sala in modo affidabile, indipendentemente da sequel, franchise o grandi budget di marketing. «Dove i romance e le commedie vanno e vengono di moda», ha scritto Alex Barasch sul New Yorker, «l’horror è l’unico genere che porta le persone in sala in modo costante, anche in un periodo di calo generale delle presenze cinematografiche».