Tutti parlano e scrivono dell’enorme successo al botteghino e della straordinaria tenuta nel tempo di Backrooms e Obsession, due film horror realizzati a basso budget da giovani registi diventati famosi grazie ai loro lavori su YouTube. I sorprendenti successi cinematografici di questi lungometraggi sono messi a confronto con il flop del nuovo film su He-Man, Masters of the universe, e con gli incassi in calo di Star Wars: the Mandalorian and Grogu, un film-evento appartenente a una saga consolidata che era partito forte ma ha perso rapidamente slancio man mano che le recensioni negative e il passaparola sprezzante scoraggiavano i potenziali spettatori.

Articoli di opinione si chiedono con disperazione se questo non sia il segnale del tanto atteso collasso degli studios. La nuova Hollywood 2.0 è finalmente arrivata?

Improbabile. Ma si può sempre sognare, no? È così deprimente assistere alla lunga agonia del vecchio sistema che sarebbe quasi un atto di misericordia abbattere la vecchia bestia morente e mettere fine alle sue sofferenze. Lasciamo che siano gli youtuber a prendere il comando. C’è qualcosa di meravigliosamente improbabile nel trasferimento di contenuti da YouTube al grande schermo, dopo decenni in cui i prodotti per il piccolo schermo (la cosiddetta “tv di prestigio”) hanno sottratto pubblico alle sale cinematografiche.