Ti è mai capitato di trovarti in un corridoio vuoto che sembra non finire mai, o in una stanza deserta che ti dà una strana sensazione?

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Quasi sicuramente ti sei imbattuto in questi spazi di transito, come il corridoio di un hotel, un gate aeroportuale o un corridoio d’ufficio in stile Severance, che sembrano al tempo stesso familiari e inquietanti. È come se il tempo fosse sospeso in un luogo che non è abbastanza estraniante da essere davvero terrificante, ma neppure abbastanza ordinario da risultare rassicurante.

Ma ti è mai capitato di «noclippare» fuori dalla realtà e ritrovarti in un interno monotono e infinito, dove il male potrebbe nascondersi dietro ogni angolo? Speriamo di no.

È questo l’incubo che vive Clark (Chiwetel Ejiofor), architetto mancato e depresso proprietario di un negozio di mobili, protagonista di Backrooms, esordio alla regia del ventenne youtuber Kane Parsons. Nel suo negozio, Cap’n Clark’s Ottoman Empire, scopre un portale invisibile che lo conduce in uno spazio extradimensionale dalle pareti ingiallite, luci che ronzano e livelli senza fine.