Backrooms, il film horror diretto dall’esordiente Kane Parsons e tratto da un grande fenomeno di culto su Internet, è stato il più visto nei primi quattro giorni di programmazione nelle sale italiane. Tra giovedì 28 e domenica 31 maggio ha incassato oltre 1,7 milioni di euro, che insieme ai circa 100 milioni incassati nel resto del mondo ne hanno fatto, considerando solo il primo fine settimana dall’uscita, l’horror di maggior successo dell’anno.

È un risultato ben oltre le aspettative, considerando che Backrooms è costato circa 8,5 milioni di euro e che a dirigerlo era un ventenne alla sua prima esperienza con una produzione di questo livello. Backrooms parla di un uomo in difficoltà economiche e coniugali che trova un passaggio nascosto nel seminterrato del suo negozio di mobili, e scopre un mondo sterminato e geometricamente assurdo, fatto di stanze e uffici quasi tutti uguali senza via d’uscita.

Il dato più utile per descrivere sia il successo sia la sua origine è che negli Stati Uniti – ma è ragionevole ipotizzare che sia così anche in altri paesi – l’86 per cento del pubblico di Backrooms è formato da persone di 35 anni o più giovani, due terzi da under 25 e il 44 per cento da under 21. Parsons infatti non ha creato il film da zero: è una rielaborazione di una serie di cortometraggi che aveva pubblicato su YouTube, sviluppando il concetto di “backrooms” già molto popolare su alcuni forum online.