L'ultimo atto del Mondiale 2026 si trasforma anche in un palcoscenico geopolitico. Mentre le delegazioni spagnola e americana confermano la presenza in tribuna, il leader argentino sveglie di non sfidare la sfortuna

La finale del Mondiale, in programma domenica in New Jersey, si preannuncia come uno degli eventi sportivi più politici degli ultimi anni. Tra i banchi della tribuna d’onore siederà il presidente statunitense Donald Trump, che si ritroverà a condividere lo spazio con il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez.

I rapporti tra i due leader sono attraversati da una freddezza consolidata. Le frizioni diplomatiche non sono sicuramente segrete: da una parte le divergenze strategiche sulla gestione delle basi militari in territorio iberico, la posizione su Israele e la gestione della crisi in Iran, dall’altra le dure prese di posizione di Trump contro la Spagna (anche nell’ultimo vertice Nato in Turchia). A fare da contorno alla delegazione spagnola, confermata la presenza del Re Felipe insieme alla Regina Letizia e alle due figlie.

Milei non parte

Chi ha deciso di tenersi ben lontano dalla ribalta americana è Javier Milei. Il presidente argentino ha comunicato ufficialmente che non volerà negli Stati Uniti per assistere alla sfida decisiva che vede protagonista la sua Nazionale.