Finale di World Cup tra calcio, politica e show business. Quando domenica Spagna e Argentina si affronteranno al New York-New Jersey Stadium di East Rutherford, gli occhi del mondo saranno puntati non solo su Lamine Yamal e Lionel Messi, ma anche sulla tribuna d'onore e uno spettacolo che la Fifa ha trasformato in un evento sempre più simile nel format al Super Bowl americano. In tribuna due arcirivali: Donald Trump e Pedro Sánchez.
Se il tycoon non si e' esplicitamente schierato per gli albicelesti dell'alleato politico Javier Milei, e' evidente che il premier socialista che ha negato al Pentagono l'uso delle basi per la guerra in Iran tifera' accesamente per la Roja assieme alla famiglia reale, Felipe VI, la moglie Letitia e le due figlie, la cui presenza e' stata confermata dal Palazzo. Sara' poi Trump a consegnare al team vincente il trofeo d'oro a 18 carati disegnato dallo scultore milanese Silvio Gazzaniga. Il presidente Usa e il capo della Fifa Gianni Infantino si vedono gia' oggi, nella tarda serata ora italiana, per un gala alla Trump Tower dove l'anno scorso la federazione ha aperto un ufficio permanente in vista della World Cup.
Milei invece non ci sara': il presidente argentino ha spiegato di voler seguire la partita dalla residenza presidenziale di Olivos per non rompere la scaramanzia che ha accompagnato surante il torneo le vittorie della squadra di Messi. Anche la premiazione sara' in stile 'stelle e strisce'. Per la prima volta nella storia della World Cup, oltre alla tradizionale medaglia e al trofeo, i vincitori riceveranno 30 anelli celebrativi sul modello dei campioni Nba. La Fifa ne produrra' 2026, dei quali 1996 destinati ad essere acquistati dai tifosi di tutto il mondo con una scelta che ha diviso fan e osservatori: simbolo dell'americanizzazione del calcio o nuovo oggetto iconico destinato a entrare nella cultura sportiva globale?











