Il carcere della Dozza scoppia. Attualmente, nella casa circondariale Rocco d’Amato, sono ristrette 828 persone, contro spazi per 480 (che in realtà scendono di ulteriori 74 unità per via delle ristrutturazioni in corso): più del doppio della capienza, dunque. Non è una novità, certo, ma leggere l'ennesimo appello delle associazioni e degli addetti ai lavori che denunciano il sovraffollamento della struttura rende sempre più difficile pensare che il fine costituzionale della detenzione - ovvero la riabilitazione dell'individuo e il reinserimento nella società - possa concretizzarsi davvero. A questo, poi, si aggiungono le tensioni che tutti i giorni le guardie carcerarie e il personale che lavora nelle strutture subiscono sulla propria pelle: di ieri, infatti, la notizia dell'ennesima aggressione che ha portato al ferimento di diversi agenti. Problemi che non si risolvono con una bacchetta magica ma che il governo in primis e le istituzioni preposte devono affrontare con rinnovato vigore se non si vuole tornare continuamente al punto di partenza.