Mentre in Italia il governo Meloni sembra essersi dimenticato del caso Paragon, l’Ue torna ad accendere un faro sul caso di spionaggio ai danni di attivisti e giornalisti, tra cui il direttore di Francesco Cancellato. Per Bruxelles le indagini per identificare i responsabili dello spionaggio devono proseguire.

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Mentre in Italia il governo Meloni sembra essersi dimenticato del caso Paragon, l'Unione europea torna ad accendere un faro sul caso di spionaggio ai danni di attivisti e giornalisti, tra cui anche Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.it. Lo fa all'interno dell'ultimo Rapporto sullo Stato di diritto pubblicato dalla Commissione europea.

Nel capitolo dedicato all'Italia, l'Ue segnala preoccupazione per l'aumento delle minacce e delle intimidazioni ai danni dei giornalisti. "Le condizioni di lavoro precarie e l'esposizione ad attacchi, minacce e altre forme di intimidazione, anche attraverso azioni legali vessatorie, alcune delle quali identificate come Slapp, continuano a rappresentare motivo di preoccupazione per i giornalisti". La Commissione ricorda inoltre che il governo italiano "deve ancora adottare la normativa di attuazione per recepire la direttiva anti-Slapp", la direttiva che tutela le persone da procedimenti giudiziari abusivi, tesi a boicottare l'informazione e la partecipazione al dibattito su temi di interesse pubblico. Secondo Bruxelles, la situazione in quest'ultimo anno è peggiorata. "Nella seconda metà del 2025 sono aumentati i casi di aggressioni fisiche e minacce, tra i quali figurano un attentato dinamitardo contro un giornalista e conduttore Rai (Sigfrido Ranucci, ndr.) e l'irruzione di un gruppo di manifestanti negli uffici di un quotidiano (l'assalto alla Stampa dello scorso novembre)".