Ultima domanda. Avete spiato giornalisti, attivisti, preti? Voi, governo: lo avete fatto, sapevate che strutture dello Stato (i servizi segreti, che da voi dipendono) lo stessero facendo, state lavorando per chiarire quello che è successo? Perché è passato un anno da quando è emerso che il sistema di spionaggio Graphite, fornito al governo italiano dalla società israeliana Paragon per esclusive attività di sicurezza nazionale, era usato in realtà anche per controllare i telefoni di cittadini italiani la cui attività non vi è gradita.

Bella domanda. La rivolge alla premier Susanna Turco (L’Espresso) che cede le ultime battute del suo tempo al collega Francesco Cancellato direttore di Fanpage. Uno degli spiati. La domanda che avrebbe dovuto fare Cancellato, nella conferenza stampa, si era difatti perduta — un disguido, che coincidenza — dunque Turco gli ha ceduto la parola. Quesito: la società Paragon ha detto che avrebbe fornito tutti gli elementi per sapere chi avesse usato il suo software impropriamente ma a distanza di un anno ancora non lo sappiamo. Come mai?

La risposta di Giorgia Meloni è un compendio di omissioni, imprecisioni (la menzogna non vogliamo considerarla, non in una occasione pubblica e formale) improvvisa impennata di risentimento e vittimismo: la perseguitata sono io.