Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 8:00
Ieri, Paragon ha dichiarato ufficialmente al quotidiano israeliano Haaretz qualcosa di clamoroso: di aver offerto al governo e al Parlamento italiano aiuto per determinare se il suo sistema sia stato utilizzato impropriamente dalle agenzie dei Servizi italiani. Ovvero contro il giornalista Cancellato, in violazione della legge italiana e dei termini contrattuali stessi. Ci siamo avvalsi di questo aiuto? Se davvero l’offerta c’è stata, possiamo accontentarci delle obiezioni avanzate dal DIS per giustificare il rifiuto: “si sarebbe rovinata la nostra reputazione nella comunità internazionale dell’intelligence”?
Secondo Paragon, le autorità italiane hanno scelto di non procedere “ad alcuna verifica”, costringendo dunque la società israeliana alla rescissione unilaterale dei suoi contratti in Italia per “violazione della policy”. Il governo Meloni, insomma, avrebbe scelto di non collaborare, rendendo vano anche l’accordo di “due diligence” siglato proprio all’indomani dell’emersione del caso Paragon, lo scorso 31 gennaio.
Dalla relazione Copasir, inoltre, risulta che il giorno 8 febbraio 2024 è stato attivato il contratto Paragon. Lo stesso giorno Don Mattia Ferrari, cappellano di bordo di Mediterranea, e Luca Casarini, fondatore e capomissione della stessa ong, hanno ricevuto un primo avviso dalla società Meta tramite Facebook.












