Un emendamento pensato per intervenire sugli equilibri delle coalizioni potrebbe finire per rafforzare proprio il leader che, negli ultimi anni, molti nel centrosinistra avevano provato a marginalizzare. Non perché gli regali parlamentari o punti nei sondaggi, ma perché aumenta il valore politico della sua disponibilità a federare il centro. L’analisi di Salvo Di Bartolo
C’è un effetto politico rimasto finora sullo sfondo del dibattito sull’emendamento cosiddetto “salva-Lupi”, presentato dal deputato di Forza Italia Paolo Emilio Russo. Mentre l’attenzione si è concentrata sul destino di Noi Moderati e sugli equilibri del centrodestra, la conseguenza più rilevante potrebbe manifestarsi dall’altra parte dello schieramento. Perché la nuova disciplina, più che salvare Maurizio Lupi, potrebbe finire per favorire Matteo Renzi, rafforzandone il ruolo di interlocutore quasi inevitabile per l’aggregazione dell’area centrista del campo largo.
Le leggi elettorali hanno una caratteristica che la politica conosce bene: non modificano soltanto il modo in cui si assegnano i seggi, ma cambiano gli incentivi con cui i partiti costruiscono alleanze, liste e leadership. È in questa fase, molto prima del voto, che il salva-Lupi potrebbe produrre i suoi effetti.











