di
Paola Di Caro
Il leader di Noi Moderati: il nostro testo può soddisfare tutti
La sua speranza è che alla fine — dopo il lunghissimo lavorio che ha portato ad un emendamento «molto equilibrato», che tiene conto «delle ragioni degli uni e dei dubbi degli altri» — il centrodestra non si dividerà nel voto sulle preferenze. E questo «indipendentemente dai possibili giochetti che potrebbe mettere in atto un’opposizione da cui ci aspettavamo una posizione molto diversa: sulle leggi che riguardano il futuro della Nazione bisogna collaborare, non si può usare ogni tema politico a fini propagandistici».
Maurizio Lupi, leader di Noi moderati, ha sempre sostenuto la necessità di tornare alle preferenze. Fosse stato per lui, dovevano essere totali, ognuno avrebbe potuto scegliere all’interno di una lista chi eleggere. Ma l’emendamento portato a casa assieme a FdI lo soddisfa: «E credo che possa soddisfare tutti, perché è previsto sia il capolista bloccato, per salvaguardare l’elezione di parlamentari che sono fondamentali e rappresentano la classe dirigente in un partito, sia la volontà degli elettori, che devono — come ha anche chiesto la Corte costituzionale — poter effettuare una scelta».






