L’ombra del Medio Oriente oscura la ripresa dell’eurozona, ma non quella di Roma. Il terzo Bollettino Economico del 2026 della Banca d’Italia tratteggia un quadro macroeconomico offuscato da una marcata incertezza internazionale in cui "la ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran ha riacceso le tensioni sui mercati energetici" e questo ribaltamento repentino getta un velo di incertezza su ogni prospettiva di breve termine. Condizione che potrebbe portare a un nuovo rialzo dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale europea (Bce). Magari non la prossima settimana, ma a settembre, dopo la pausa estiva con i nuovi dati in arrivo. Ma intanto, vengono riviste le stime sul Pil italiano, un decimale in più, per un +0,6% previsto per il 2026.
Gli osservatori di Via Nazionale notano che «sulle prospettive globali per la crescita e l’inflazione e sugli scambi internazionali continua a pesare l’incertezza per contenuti, tempi e modalità di attuazione di un’intesa tra Stati Uniti e Iran» e tale precarietà si riflette immediatamente nelle dinamiche dell’area euro. La cui congiuntura appare vulnerabile poiché «l’attività economica avrebbe rallentato nei mesi primaverili» mentre la fiammata energetica minaccia di infiammare i listini al consumo. La complessità del momento, sottolinea la Banca d’Italia, richiede una lucidità analitica superiore rispetto al passato, dato che le tensioni geopolitiche si intrecciano con fragilità strutturali che mettono a dura prova la tenuta delle principali aree economiche avanzate. Oltre a ciò, l’estrema volatilità sui mercati finanziari - in gran parte legati ai titoli legati all’intelligenza artificiale - può essere un ulteriore elemento di disturbo per la stabilità globale.









