Le tensioni in Medio Oriente condizionano l’andamento dell’economia italiana: la crescita del pil per il 2026 è prevista al +0,4%, in un contesto di elevata incertezza e domanda interna poco dinamica.
Questa la stima su cui concordano Oxford Economics e EY-Parthenon, e presentata durante l’evento Scenari macroeconomici e intelligenza artificiale: implicazioni, sfide e opportunità organizzato presso la Luiss di Roma.
Si tratta di una previsione di crescita in linea con quella fornita dall"Ocse ma inferiore di 0,2 punti percentuali rispetto alle stime del governo italiano contenuto nel Documento di finanza pubblica (+0,6%), e dello 0,1% rispetto a quanto indicato dall’Istat, del Fondo Monetario internazionale e della Commissione Ue (+0,5%).
Laddove la crescita globale stimata per il 2026 si attesta intorno al 2,5%, in netto calo rispetto al 3% previsto prima della guerra nel Golfo Persico.
Tornando all’Italia, Secondo EY-Parthenon, nel 2027 si osserverà, poi, una lieve accelerazione della crescita del pil (+0,6%), riconducibile a un andamento dei consumi privati e della domanda estera positivo.






