La guerra in Medio Oriente e i conseguenti shock energetici pesano sulla crescita economica globale, senza configurare al momento una recessione. Secondo il lo scenario macroeconomico presentato da Ey e Oxford Economics durante l’evento ‘Scenari macroeconomici e intelligenza artificiale: implicazioni, sfide e opportunità’, la stima di crescita del Pil italiano si attesta allo 0,4% nel 2026, in cui l’Ia si dimostra essere “l’unico shock positivo”, come ha sottolineato l'associate director di Oxford Economics Nicola Nobile. Per quanto riguarda l’Eurozona, la crescita stimata da Oxford Economics è dello 0,7% nel 2026, con un’inflazione media intorno al 3%, quasi il doppio rispetto alle previsioni precedenti, con un picco intorno al 3,5% nel secondo e terzo trimestre. Il rapporto evidenzia come l’escalation militare nel Golfo Persico ha deteriorato in modo significativo le prospettive economiche globali, con l’aumento dei prezzi e la minore disponibilità di energia come i principali responsabili. In uno scenario negativo, con lo Stretto di Hormuz chiuso fino all’autunno, rotte alternative sotto attacco e danni più duraturi alle infrastrutture energetiche, le conseguenze economiche della crisi si aggraverebbero. Il prezzo del petrolio Brent potrebbe salire fino a circa 190 dollari al barile e restare sopra i 150 dollari per circa quattro mesi, mentre la crescita mondiale rallenterebbe attorno all’1,5% nel 2026, con una contrazione a metà anno. Secondo Nobile, “in caso di conflitto prolungato lo shock energetico potrebbe intensificarsi e trasformare il rallentamento in una recessione globale”. Nel 2027, Ey-Parthenon stima una lieve accelerazione della crescita del Pil (+0,6%), riconducibile a un andamento dei consumi privati e della domanda estera positivi, a fronte di una leggera contrazione degli investimenti, quest’ultima dovuta alla fine di importanti incentivi fiscali, all’esaurimento del Pnrr e a un contesto di maggiore incertezza. L’analisi di Ey-Parthenon si è concentrata su quattro settori produttivi rilevanti per l’economia italiana, ovvero alimentare, tessile, automotive e il comparto dei macchinari, stimando una crescita moderata della produzione tra il 2025 e il 2027. ““Le prospettive dei settori dell’economia italiana nei prossimi anni saranno eterogenee – ha spiegato il valuation, modelling and economics leader di Ey-Parthenon Mario Rocco –. Accanto a comparti più dinamici, come alimentare e servizi legati al turismo, altri, come l’automotive, mostrano segnali di debolezza”. Secondo l’analisi, il settore alimentare dovrebbe registrare una crescita stabile e moderata nel medio periodo (+1,8% nel 2026 e nel 2027), sostenuta prevalentemente dall’export, a fronte di consumi interni deboli e dei rischi legati all’aumento dei costi per l’agricoltura. Il settore del tessile e dell’abbigliamento crescerà in misura contenuta nel biennio 2026- 2027 (rispettivamente +1,2% e +1,3%), trainato quasi esclusivamente dall’export, mentre la domanda interna sarà stagnante e peseranno le pressioni dei competitor internazionali, in particolare asiatici. Per quanto riguarda il comparto dei macchinari, l’analisi sostiene che attraverserà una fase di normalizzazione dopo il ciclo espansivo legato agli incentivi, tornando a una crescita stabile (+1,7% nel 2026 e +1,8% nel 2027), sostenuta dall’export e da una graduale ripresa della domanda interna. Il settore crescerà debolmente (+0,9% nel 2026 e +0,5% nel 2027), con export di segno positivo ma investimenti in contrazione. La transizione verso l’elettrico resta un elemento critico, con il rischio di ridimensionare la produzione domestica.