La vicenda torna negli atti delle sentenze dei processi a carico del gioielliere. Compresa quella in Cassazione, che ha reso definitiva la condanna per l'omicidio di due rapinatore. Quel «disturbo» di cui parlano i giudici e la convinzione di «dover agire da solo»
Nel passato di Mario Roggero c’è un altro precedente giudiziario legato a un episodio violento, successivo ad altre rapine subite dal gioielliere condannato per l’omicidio di due rapinatori. Era il 2007 quando Roggero patteggiò una pena di due mesi di reclusione, poi convertita in una multa da 2.280 euro, per ingiurie e minacce aggravate dall’uso di un’arma. I fatti risalgono al 17 dicembre 2005 e riguardano un diverbio, ancora una volta con la presenza della pistola, con il fidanzato della figlia.
Quella sera la figlia di Roggero aveva chiamato il padre chiedendo aiuto, perché era stata abbandonata in strada dal fidanzato. I due avevano litigato e la ragazza avrebbe ricevuto da lui uno schiaffo. Una volta tornato a casa, il giovane si era sentito suonare al citofono. Ai magistrati aveva raccontato che Roggero lo aveva insultato chiamandolo «bastardo». Lo aveva poi spintonato e colpito al volto con dei pugni. All’arrivo dei genitori del ragazzo, il gioielliere avrebbe tirato fuori una pistola minacciando tutti e tre, tanto da costringerli a barricarsi chiudendo il cancello tra il cortile e l’abitazione. La vicenda finì con denunce presentate da entrambe le parti e, nel 2007, con il patteggiamento davanti al Tribunale di Alba.











