C’è un precedente nella storia di Mario Roggero, un altro caso in cui si ritrovò con una pistola in mano pronto a farsi giustizia da sé. Nell’occasione, però, si limitò alle minacce. Era 17 dicembre 2005 quando il gioielliere di Gallo di Grinzane andò a casa dell’allora fidanzato di sua figlia colpendolo e minacciandolo con una pistola in mano.

La lite tra sua figlia e il fidanzato La vicenda emerge dagli atti della sentenza della Corte d’Assise di Asti, che aveva condannato il gioielliere per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo dopo l'assalto alla sua gioielleria nell’aprile 2021. Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, quella sera Roggero era stato chiamato dalla figlia, che gli aveva chiesto aiuto dopo essere stata lasciata in strada dal fidanzato. Tra i due giovani era scoppiata una lite, durante la quale il ragazzo aveva schiaffeggiato la ragazza. Rientrato a casa, il giovane aveva sentito suonare il citofono.

Le minacce alla famiglia Sentito dal pubblico ministero, aveva riferito che Roggero lo aveva insultato, chiamandolo "bastardo", spintonato e colpito con pugni al volto. Quando erano arrivati i genitori del ragazzo, il gioielliere avrebbe estratto una pistola, minacciando tutti e tre, che erano stati costretti a chiudere il cancello che separava l'ingresso dell'abitazione dal cortile. Due anni dopo Roggero patteggiò davanti al Tribunale di Alba una pena di due mesi di reclusione, sostituita con una multa di 2.280 euro.